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	<title>I DUE TARLI &#187; mobili antichi</title>
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	<description>L&#039;arte e il piacere di restaurare il legno</description>
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		<title>I tarli: eliminiamoli dai nostri mobili</title>
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		<pubDate>Sun, 10 Apr 2011 09:20:34 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[>> Consigli pratici]]></category>
		<category><![CDATA[legno]]></category>
		<category><![CDATA[mobile antico]]></category>
		<category><![CDATA[mobili antichi]]></category>
		<category><![CDATA[restauro]]></category>
		<category><![CDATA[tarli]]></category>

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		<description><![CDATA[Definiamo cos'è il tarlo, come, quando e perché attacca i nostri mobili e come difenderci da questo innocuo (per la salute) e allo stesso tempo nocivo (per il mobile) insetto. I sistemi professionali e i rimedi "casalinghi"]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div class="wp-caption alignleft" style="width: 360px"><img title="Come eliminare i tarli dai mobili" src="http://www.iduetarli.com/wp-content/uploads/2011/04/consigli-tarli-mobili.jpg" alt="Come eliminare i tarli dai mobili" width="350" height="231" /><p class="wp-caption-text">Immagine da it.wikipedia.org</p></div>
<p><strong>Insetti, batteri o funghi possono essere un problema per il mobile.<br />
</strong></p>
<p>Il tarlo dei mobili più comune è scientificamente definito come <strong>l’anobio adulto</strong>.</p>
<p>Nel periodo tra <strong>maggio</strong> e <strong>giugno</strong>, periodo dell’accoppiamento, pratica un <strong>foro</strong> di uscita dal <strong>legno</strong> di circa un millimetro di diametro. La femmina depone le uova nei fori e dopo circa due settimane escono le larve che scavano le <strong>gallerie nel legno</strong>, s’ingrossano e dopo altri 15 giorni diventano insetti adulti.</p>
<p>Il ciclo completo di riproduzione va da uno a due anni, grazie alle condizioni climatiche favorevoli dei mobili, spesso posizionati in ambienti riscaldati, si accorcia e si possono avere fino a due generazioni per anno.</p>
<p><strong>La presenza dei tarli si nota per la</strong> presenza dei fori e dei coni di polvere biancastra sui piani sottostanti.</p>
<p><strong>Condizioni che favoriscono l’insediamento dei tarli</strong></p>
<p><strong>Umidità</strong>: quando raggiunge o supera il 50%. Se l’umidità è inferiore la larva può morire per essiccamento.</p>
<ul>
<li><strong>Temperatura</strong>: ottimale alle larve una temperatura media di 22°-23° C. Alcune larve possono comunque resistere a temperature inferiori.</li>
</ul>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>Trattamento per l’eliminazione dei tarli</strong></p>
<p><strong> </strong></p>
<ul>
<li><strong>Camera a gas</strong>: fumigazione con gas tossici (acido cianidrico, bromuro di metilene, ossido di etilene, idrogeno fosforato). L’altissima nocività di questi gas richiede l’uso d’impianti specifici a norma di legge, con permesso delle autorità sanitarie e pubblica sicurezza.</li>
<li><strong>Microonde Misya</strong>: il principio della tecnologia a microonde si basa sull’osservazione che forme biologiche non sopravvivono oltre una certa temperatura di circa 56° C. Questo sistema è il <strong>meno costoso</strong> tra i trattamenti professionali.</li>
<li><strong>Trattamento casalingo</strong>: nel trattamento in casa si possono usare dei prodotti a base di piretro, permetina, malathion, phoxim che hanno <strong>potere distruggente, snidante e penetrante nei confronti del tarlo</strong>. Tali prodotti hanno una tossicità tollerabile per l’uomo e <strong>non danneggiano la struttura del legno</strong>. Le soluzioni presenti in commercio e autorizzate dal Ministero della Sanità, vanno spennellate usando sempre guanti protettivi e mascherine con filtri di carbonio attivo, in luoghi isolati tipo cantine, garage e tenendo lontani i bambini. Si consiglia di diffidare dei prodotti dove non è indicata la composizione chimica.</li>
</ul>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>Consigli per il trattamento casalingo</strong></p>
<p>Il prodotto prescelto deve essere spennellato sulla superficie del mobile. Le superfici da spennellare saranno quelle non lucidate (superfici interne ed esterne, schiena mobile, fianchi cassetti etc. etc.). Ogni superficie da trattare deve essere posta in orizzontale in modo da assorbire maggior quantitativo di soluzione. Ripetere più volte il trattamento, anche in funzione dello spessore della superficie da trattare (più è grande lo spessore, maggiore volte occorre ripetere il trattamento). Tra una passata e l’altra, attendere il completo assorbimento della soluzione.</p>
<p>Se si trovano dei fori nelle parti lucide e sono in numero limitato e circoscritto, con l’aiuto di una siringa vanno effettuate delle iniezioni di soluzione nei fori, asciugando la soluzione fuoriuscita.</p>
<p>Se i fori sulla parte lucida sono numerosi occorre necessariamente rivolgersi a un professionista.</p>
<p>A completamento del trattamento potete stuccare i fori con la cera d’api, questo eviterà l’eventuale fuoriuscita della polvere creata dal tarlo e vi aiuterà a notare in futuro, un’eventuale ricomparsa di dei tarli per la presenza di nuovi fori.</p>
<p>Dopo il <strong>trattamento</strong> è bene tenere il <strong>mobile</strong> in una stanza ermeticamente chiusa per almeno una settimana oppure rinchiuderlo ermeticamente in un sacco di plastica.</p>
<p>Si consiglia di effettuare il trattamento due volte l’anno, possibilmente nei cambi di stagione (maggio-giugno e ottobre-novembre).</p>
<p>Si raccomanda, <strong>per prevenire l’insorgere dei tarli</strong>, di adottare semplici misure quali: areare frequentemente il locale ove è allocato il mobile e mantenere la percentuale d’umidità del mobile non superiore al 30%.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>Definiamo i “tarli”</strong></p>
<p>Gli insetti xilofagi che attaccano i legni appartengono a diverse famiglie.</p>
<p>Gli “isotteri”, ossia le termiti attaccano principalmente il pioppo, il salice, l’olmo e noce, sono insetti che vivono in colonie e scavano ampie gallerie. E’ difficile accorgersi della loro presenza perché attaccano il legno dall’interno e non raggiungono la superficie.</p>
<p>I coleotteri si differenziano in diverse famiglie/specie: anobidi, lictidi, curculionidi, cerambìcidi.</p>
<p>Gli anobidi ossia i tarli del mobile hanno nell’<strong>anobium</strong> <strong>punctatum il tarlo più comune e dannoso</strong>. L’anobium punctatum attacca sia i legni di conifere sia i legni di latifoglie.</p>
<p><strong>Il tarlo più grande è</strong> invece <strong>lo xestobium rufovillosum</strong> che preferisce il <strong>legno di quercia, castagno, faggio, olmo, noce, salice, pioppo.<br />
</strong></p>
<p><strong>Per maggiori approfondimenti vi invitiamo a contattarci telefonicamente (3356152672) o passare al nostro laboratorio (<a href="http://www.iduetarli.com/dove-siamo/">http://www.iduetarli.com/dove-siamo/</a>) ove potrete porci tutte le domande e richiederci consigli sull’argomento.</strong></p>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>L&#8217;acquisto di un mobile antico: 4 semplici regole da rispettare</title>
		<link>http://www.iduetarli.com/acquisto-di-un-mobile-antico/</link>
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		<pubDate>Wed, 14 Oct 2009 14:51:14 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[>> Consigli pratici]]></category>
		<category><![CDATA[mercato]]></category>
		<category><![CDATA[mobili antichi]]></category>

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		<description><![CDATA[Quattro semplici regole che è bene osservare prima di acquistare un mobile antico. Siamo stati a un mercatino dell'antiquariato e un mobile ha solleticato il nostro interesse? Siamo sicuri di quello che stiamo per comprare? Trucchi, strategie e buonsenso per fare acquisti felici]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Prima di acquistare un mobile antico è bene:</p>
<ol>
<li>imparare ad <strong>a</strong><strong>nalizzare il mobile</strong> che ha solleticato il nostro interesse prima osservandolo da lontano per coglierne le proporzioni, poi da vicino in ogni particolare ed infine nelle parti meno visibili (dietro, dentro, sotto) per rendersi conto di ogni elemento costruttivo e di un&#8217;eventuale incongruenza stilistica o tecnica;</li>
<li>richiedere molteplici <strong>informazioni sul mobile </strong>(provenienza, epoca e stile, materiali utilizzati nella struttura e nelle decorazioni, eventuali interventi di restauro già eseguiti sul mobile);</li>
<li>conoscere le più importanti <strong>case d&#8217;asta</strong> e i più affidabili mercati e <strong>mercatini d&#8217;antiquariato</strong>;</li>
<li>rivolgersi ad un <strong>esperto</strong> o <strong>restauratore</strong><strong> di fiducia</strong> per un parere.</li>
</ol>
<p style="text-align: center;"><img class="aligncenter size-full wp-image-272" title="acquistomobileantico_s" src="http://www.iduetarli.it/wp-content/uploads/2009/10/acquistomobileantico_s.jpg" alt="acquistomobileantico_s" width="300" height="225" /></p>
<ol></ol>
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		<title>Mobili antichi lucidati a gomma lacca: consigli utili</title>
		<link>http://www.iduetarli.com/mobili-antichi-lucidati-a-gomma-lacca-consigli-utili/</link>
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		<pubDate>Sun, 12 Jul 2009 14:39:51 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[>> Consigli pratici]]></category>
		<category><![CDATA[cassetti]]></category>
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		<description><![CDATA[Consigli utili per un buon utilizzo e la corretta preservazione nel tempo dei mobili antichi lucidati a gomma lacca]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Consigli utili per un buon utilizzo e la corretta preservazione nel tempo dei mobili antichi lucidati a gommalacca.<br />
</strong><br />
E&#8217; importante ricordare che la gommalacca è un tipo di lucidante naturale e di conseguenza <strong>teme sia l&#8217;alcool</strong> con il quale è fatta, <strong>sia l&#8217;acqua</strong> <strong>e le</strong> <strong>fonti di calore</strong>. Per questo motivo è importante <strong>coprire i piani dei tavoli</strong> con una tovaglia o altro tessuto protettivo (mollettone) e si raccomanda l’uso dei sottopiatti o sottopentole per evitare il contatto con stoviglie bollenti.</p>
<p>Attenzione anche ai profumi che contengono alcool e che potrebbero danneggiare il mobile lucido.<br />
<strong><br />
Consigli per la pulizia</strong><br />
·     Durante la fase di pulizia dei vetri evitare di spruzzare direttamente il prodotto sul vetro, ma versarlo sul panno.<br />
·     Quando si lava il pavimento, fare attenzione a non far andare a contatto lo straccio bagnato con il mobile, per evitare sbiadimenti.<br />
·     Posizionare il mobile lontano da fonti di calore come termosifoni, caminetti o finestre assolate.<br />
·     Per la pulizia del mobile, non utilizzare prodotti spray o olio paglierino, ma semplicemente passare almeno due volte l’anno della normale cera d’api acquistabile in ferramenta (naturale per mobili chiari, scura per i tinti). Una passata veloce a ogni cambio di stagione sarà sufficiente.<br />
·     Modalità di utilizzo: Imbevete il panno morbido di cera e strofinate su tutta la superficie, lasciare riposare per 30 minuti dopodiché lucidare con un panno pulito. In questo modo rinfrescherete il mobile e potrete verificare lo stato di conservazione e l’insorgenza di eventuali tarli.<br />
<strong><br />
Cosa fare in caso di ricomparsa dei tarli</strong><br />
Con una siringa iniettare più volte l’antitarlo nel buco, pulendo il liquido in eccesso con un panno morbido, ed in fine tappare tutti i buchi con la cera. Qualora nei mesi vediate una comparsa di nuovi buchi dovrete ripetere il trattamento oppure contattateci per eseguire il trattamento anti tarlo in modo accurato e sicuramente efficace.</p>
<p><strong>Per i cassetti che non scorrono bene</strong><br />
Basta spargere un po’ di borotalco sulle guide. Attenzione a non adoperare la cera d’api per questo problema, in quanto a lungo andare con la polvere che si accumula, peggiora la situazione.</p>
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